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Una parola sulla libertà di stampa agli onesti contadini del Tirolo

Riassunto

Un saggio rivolto alla popolazione rurale tirolese illustra la portata della libertà di stampa ottenuta nel 1848 e la fine della censura statale. Il testo dissipa i timori religiosi richiamando l'esempio di papa Pio IX e indica nella libera formazione dell'opinione pubblica il fondamento dello Stato costituzionale.

Trascrizione completa

Una parola sulla libertà di stampa agli onesti contadini del Tirolo.

Ci è stata concessa la libertà di stampa! — Sapete cosa significa libertà di stampa? — Significa che chiunque può far stampare senza ostacoli ciò che ha pensato e scritto, e diffonderlo ulteriormente a mezzo stampa. — Finora non era così. — Se qualcuno voleva dare qualcosa alle stampe, doveva prima consegnarlo a un ufficio chiamato censura. In questo ufficio si leggeva preventivamente lo scritto destinato alla pubblicazione, e se conteneva qualcosa che criticava le istituzioni statali, la stampa veniva vietata. — Tale divieto avveniva senza alcun riguardo al fatto che la critica espressa fosse giusta o ingiusta. Per quanto il contenuto di uno scritto potesse essere bello o istruttivo per il popolo, se non approvava incondizionatamente tutto ciò che il governo disponeva, la via della pubblicazione a stampa gli era preclusa. — Così era da noi. — Come si poteva sperare, in tali condizioni, in un miglioramento degli affari pubblici? — E come devono configurarsi diversamente le cose adesso per noi, ora che ciascuno può esprimersi liberamente e senza timore sulle questioni pubbliche? — Sorgerà una lotta di opinioni; una lotta pacifica che anche voi, cari amici, combatterete; e come risultato di questa contesa si formerà gradualmente tra voi, cioè tra il popolo, un'opinione solida, fondata e ragionevole sugli affari pubblici. L'opinione divenuta prevalente nel popolo in questo modo si chiama opinione pubblica, ed è proprio essa che, negli Stati liberi e costituzionali, nel cui novero ora entriamo anche noi, fa le leggi e approva le imposte. Lo fa per mezzo dei rappresentanti eletti dal popolo nel suo spirito. L'opinione pubblica è dunque il primo e più importante motore nell'azione di governo dei paesi costituzionali, e il fatto che essa, cioè l'opinione pubblica, sia innanzitutto un frutto della stampa libera, costituisce la massima importanza di quest'ultima. — Consideriamo la questione in modo ancora più semplice. — Io dico: ciò che dal popolo viene riconosciuto come dannoso e inadatto, dove vige la libertà di stampa non può essere mantenuto contro la volontà popolare. In migliaia e migliaia di scritti e libri si manifesta l'indignazione pubblica, la quale costringe con forza irresistibile ad abbandonare ciò che il popolo riconosce come cattivo e a sostituirlo con qualcosa di migliore. Credete forse che i nostri prezzi del sale, finora così elevati, non sarebbero già stati ridotti da tempo se avessimo goduto della libertà di stampa? Credete che quell'istituzione relativa all'accisa, in base alla quale molti ricchi privati bevono il loro vino esenti da imposte, mentre l'uomo comune deve pagare le tasse su ogni goccia che beve, avrebbe potuto mantenersi fino a oggi, se non ci fosse stata preclusa ogni libera parola su un tale abuso per mezzo della censura? — O credete che l'impopolare legge sul bollo del 1840 esisterebbe ancora se la voce del popolo e dei saggi tra il popolo avesse potuto esprimersi apertamente a mezzo stampa? — Sì, tutto questo, e ben altro ancora che finora non era come avrebbe dovuto essere, sarebbe mutato, o piuttosto non sarebbe mai potuto accadere ciò che è accaduto, se finora la stampa non fosse stata da noi messa in catene e la libera parola soffocata. Potrei dirvi ancora moltissimo sull'inestimabile valore della libertà di stampa, non solo per i popoli in quanto tali, ma per l'umanità intera; credo tuttavia che quanto detto basti a chiarirvi che il dono che il nostro grazioso sovrano ci ha elargito con la concessione della libertà di stampa è di incommensurabile rilievo per il benessere del nostro paese e dell'intero Stato imperiale austriaco. — Non lasciatevi trarre in inganno se qualcuno vi dice che la libertà di stampa è riprovevole, perché con essa sarebbero in pericolo la religione cattolica e la moralità. Certamente, dove vige la libertà di stampa, ognuno può far stampare ciò che vuole; ma con la libertà di stampa è sempre collegata una legge repressiva, vale a dire una legge per cui colui che abusa della libertà di stampa per bestemmiare la religione dominante, per offendere il pubblico senso del pudore o per ledere l'onore di altri concittadini, incorre in indagini giudiziarie e punizioni. Così è ovunque esista la libertà di stampa, e così sarà anche da noi. Non intendo affatto negare che, nondimeno, la libertà di stampa possa essere abusata da singoli malintenzionati; ma dove è mai esistita un'istituzione umana che non sia stata soggetta a nessun abuso? — In ogni caso, il bene che scaturisce dalla libertà di stampa per il benessere dei popoli è infinitamente preponderante, — e questo basta. Del resto, se quelle accuse contro la libertà di stampa fossero vere, se in particolare la religione cattolica corresse un pericolo a causa sua, credete forse che il nostro Santo Padre, il Papa, avrebbe concesso la libertà di stampa ai propri popoli? — Egli l'ha concessa loro, e per giunta una piena e illimitata libertà di stampa. — Anche a Monaco il devoto arcivescovo conte Reisach si è espresso pubblicamente a favore della libertà di stampa, e una moltitudine di altri ecclesiastici cattolici si è pronunciata in suo favore nelle Camere tedesche. Siate certi: se la libertà di stampa fosse qualcosa di riprovevole, se non si accordasse con la vera fede cattolica, il Santo Padre Pio IX, che l'intera cristianità onora e ammira come un modello di saggezza e vera pietà, avrebbe preferito subire dieci volte la morte piuttosto che dare il proprio assenso a un'introduzione così pericolosa nei suoi Stati, e i molti devoti sacerdoti che in Germania e in Italia si sono dichiarati a favore della libertà di stampa avrebbero preferito meritarsi la palma del martirio piuttosto che confermare e approvare qualcosa che andasse contro la loro convinzione nelle cose più sacre. — Accogliete dunque il dono della libertà di stampa, che il nostro monarca ci ha generosamente concesso, come un pegno inestimabile del bene pubblico con gratitudine, e se qualcuno vuole persuadervi che dietro vi sia qualcosa di pericoloso per la religione cattolica, richiamatevi all'esempio del Santo Padre, e dite che è peccato voler essere più cattolici del Papa. —

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Citazione e condivisione

"Una parola sulla libertà di stampa agli onesti contadini del Tirolo." Der Bote für Tirol, 23 Marzo 1848. https://digital.tessmann.it/tessmannDigital/Zeitungsarchiv/Seite/Zeitung/47/1/23.03.1848/152531/7. https://www.meran-archive.com/it/artikel/1848-03-23-ein-wort-ueber-pressfreiheit-an-die-biedern-landleute-tirols