La strada alpina del Passo dello Stelvio: distanze e descrizione della provincia di Sondrio
Continuazione della relazione sulla nuova strada del Passo dello Stelvio con dettagliate tabelle delle distanze e delle altitudini da Milano a Prato. Segue una descrizione statistica e geografica della provincia di Sondrio, con approfondimenti su salute pubblica, viticoltura e frammentazione fondiaria.
Trascrizione completa
Appendice.
La strada alpina del Passo dello Stelvio. 5/6
(Continuazione.)
Le slitte postali impiegano dieci ore da Bormio a Malles, e da Malles a Bormio alcuni minuti in più. La posta a cavallo percorre il tragitto da Milano a Malles (circa 256.000 metri ossia 33 ⅔ miglia postali della Bassa Austria) in 34 ore, di cui 8 ore per la traversata del Lago di Como, da Lecco a Colico, ridotte ora a 5 ore mediante il battello a vapore giornaliero *).
Sua Maestà la Duchessa di Parma, Maria Luigia, percorse questa nuova strada l'11 ottobre 1826 con un seguito di diverse slitte a quattro, sei e fino a otto cavalli, quasi sempre al trotto e persino nelle curve più strette, dove non si sarebbe creduto possibile impiegare così tanti cavalli.
Non è questa la sede per esporre l'importanza politica, militare e commerciale della strada; ma si può affermare con sicurezza che essa, come una delle imprese più audaci, è unica nel suo genere e, sebbene per bellezza non possa essere paragonata ad altre opere simili della nostra epoca, nel suo complesso mantiene la superiorità su tutte le altre per utilità, sicurezza e comodità. Inoltre, tenendo conto delle difficoltà da superare, nessun'altra strada è stata realizzata in così poco tempo e con una spesa così contenuta. La tratta da Bormio a Prato è stata completata in 4 anni, nonostante si potesse lavorare soltanto per 4 o 5 mesi all'anno. Gli architetti costruttori furono gli ingegneri Carlo Donegani e Francesco de Dominici.
A conclusione di questo saggio offriamo ancora un prospetto della lunghezza dei singoli tronchi stradali e dell'altitudine sul livello del mare dei loro punti principali.
A.
Da Milano a Lecco . . 54.929 m (7,234 m. p. b. a.)
“ Lecco a Colico . . . 41.790 „ (5,508 „ „ )
“ Colico a Sondrio . . 45.875 „ (6 „ „ )
“ Sondrio a Tirano . 26.629 „ (3,50 „ „ )
“ Tirano a Bormio . . 38.632 „ (5,087 „ „ )
“ Bormio al Passo dello
Stelvio . . . . . . . . . . . . . 20.400 „ (2,686 „ „ )
“ Passo dello Stelvio a Bivio
di Prato . . . . . . . . . . 24.400 „ (3,213 „ „ )
“ Bivio di Prato al
punto di congiunzione con
la strada postale di Malles 3.311 „ (0,436 „ „ )
Totale 255.666 m (33,671 m. p. b. a.)
B.
Milano (l'Orto botanico) si trova
sopra il livello del Mediterraneo . . 128 m (394 p. p.)
Il Lago Lario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 213 „ (655 „ „ )
Sondrio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 349 „ (1074 „ „ )
Tirano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 469 „ (1443 „ „ )
Bormio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1250 „ (3848 „ „ )
Passo dello Stelvio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2814 „ (8662 „ „ )
Bivio di Prato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 973 „ (2995 „ „ )
Ponte di Spandino sull'Adige . . . . . . . 923 „ (2841 „ „ )
Come appendice al precedente articolo seguano qui ancora alcune notizie statistiche sulla provincia di Sondrio, appartenente al Governo di Milano del Regno Lombardo-Veneto, attraverso la quale corre la nuova strada alpina **).
La provincia di Sondrio conta 81.000 abitanti e si compone di una città, cinque borghi, 79 comuni e 189 villaggi parrocchiali o vicariali. A sud confina con le province di Bergamo e Como, a ovest e a nord con i cantoni svizzeri del Ticino e dei Grigioni, e a est con il Tirolo.
Poiché il territorio della provincia è attraversato in gran parte dai fiumi Adda e Mera (Maira) privi di argini, esso presenta nelle loro vicinanze ampie paludi che si estendono dai dintorni di Colico fin quasi a Sondrio. Le esalazioni putride che una tale quantità di acqua stagnante diffonde quasi al centro del paese influiscono negativamente sulla salute degli abitanti, generando in particolare pervicaci febbri intermittenti. Anche l'aria calda, stagnante e umida dominante in alcuni distretti diventa la sorgente di molte malattie locali, soprattutto rachitismo, gozzo e cretinismo. Non si può tuttavia negare che anche le abitazioni anguste e umide, i cattivi alimenti, la trascuratezza della pulizia corporale, nonché le fatiche esagerate nel lavoro fin dalla tenera giovinezza, o in stato di gravidanza e durante il puerperio, debbano essere considerate cause favorenti tali malattie. Più di tutti hanno dovuto soffrire finora per le influenze nocive delle paludi circostanti i distretti di Morbegno, Traona, Sondrio e Chiavenna ***).
Per quanto riguarda l'agricoltura della provincia, la viticoltura è il ramo al quale gli abitanti dedicano la massima operosità. Poiché tuttavia nelle pianure vi è poco terreno adatto, si sono dovuti sfruttare, non senza grandi fatiche e spese, i pendii delle montagne, i quali offrono ora lo spettacolo di numerosi splendidi vigneti eretti l'uno sull'altro su terrazzamenti murati. Tuttavia non si può negare che la viticoltura venga coltivata con una predilezione alquanto esagerata, perlomeno in molti luoghi dove sarebbe assai più vantaggioso coltivare cereali, dei quali la Valtellina soffre grave penuria. Alla fioritura dell'agricoltura si oppone soprattutto l'eccessivo frazionamento della proprietà nelle eredità, risalente a tempi antichi. Ogni singolo erede è sommamente geloso della quota che gli spetta, anche se questa non dovesse essere più grande di un braccio quadro. Non solo tale sminuzzamento del suolo rende impossibile qualsiasi impresa economica per la quale sia necessaria un'estensione di terreno relativamente maggiore, ma a causa della moltitudine di sentieri e recinzioni dei singoli appezzamenti va perduta molta terra che potrebbe essere seminata e coltivata.
La bachicoltura è assai poco rilevante in questa provincia. La rigidità del clima nelle parti più elevate del distretto di Chiavenna e nell'intero distretto di Bormio si oppone del tutto alla coltivazione dei gelsi, e sebbene in singoli luoghi si dedichi particolare cura a questa preziosa coltura, la provincia rimane nondimeno molto indietro rispetto a quelle vicine. L'allevamento dei bachi da seta richiede com'è noto edifici spaziosi, ariosi e puliti. Le capanne dei contadini locali sono invece così anguste e sporche che meritano a malapena il nome di abitazioni umane. (Fine seguirà.)
*) Da Lecco a Colico la strada non era infatti ancora ultimata fino all'anno 1827; è probabile tuttavia che ora sia completata.
**) Le traiamo dal piccolo scritto pubblicato a Milano nel 1823: Descrizione della Valtellina e delle grandiose strade di Stelvio e di Spluga. D. A. M. M. Sulla stessa strada dello Stelvio, che allora non era ancora terminata, esso fornisce meno informazioni rispetto all'articolo della Bibl. ital. posto a base del nostro saggio.
***) È già stato detto sopra che negli ultimi anni si è iniziato a prosciugare le paludi e a trasformarle in terra fertile, cosicché a breve queste contrade dovrebbero potersi annoverare tra le più salubri.
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Il 1832 è stato caratterizzato da resoconti regionali su progetti infrastrutturali, come la strategica costruzione della strada alpina dello Stelvio per collegare la Valtellina, nonché da festività tradizionali ed eventi di beneficenza. Questi ultimi si sono svolti tra l'altro a Bolzano, dove è stato celebrato il compleanno dell'imperatore e sono state raccolte offerte per i bisognosi. Gli eventi sono stati completati da retrospettive su catastrofi e rilevamenti statistici in Tirolo risalenti all'anno precedente. →
Citazione e condivisione
"La strada alpina del Passo dello Stelvio: distanze e descrizione della provincia di Sondrio." Der Bote für Tirol, 28 Maggio 1832. https://digital.tessmann.it/tessmannDigital/Zeitungsarchiv/Seite/Zeitung/47/1/28.05.1832/150880/4. https://www.meran-archive.com/it/artikel/1832-05-28-die-alpenstrasse-ueber-das-stilfser-joch-streckenmasse-und-landesbeschreibung-vo