Lamentele sull'ufficio del dazio a Spondigna Nuova e sulla tassazione del vino in Val Venosta
Resoconto dall'alta Val Venosta sul malcontento popolare causato dal trasferimento dell'ufficio daziario a Spondigna Nuova. Si denunciano l'iniquità dell'imposta sul vino e la revoca fraudolenta delle agevolazioni fiscali per il fabbisogno domestico.
Trascrizione completa
Austria.
* Dall'Adige*, 28 luglio. A Sluderno, nell'osteria e nell'intera regione dell'alto Adige, si odono forti lamentele riguardo al dazio (Aufschlag), o meglio sul fatto che l'ufficio superiore del dazio (Oberaufschlagamt*) a Spondigna Nuova non sia collocato nel posto giusto. «Perché mai», dice la gente, «noi, a cui non cresce vino, dovremmo pagare il dazio sul vino di cui necessitiamo per uso domestico durante i duri lavori, mentre coloro che si trovano a monte dell'ufficio godono anche del vantaggio che il vino vi cresce? Essi godono dunque di un duplice vantaggio: produzione propria di vino ed esenzione dal dazio. Inoltre, nei momenti critici abbiamo senz'altro fatto la nostra parte affinché il nemico non penetrasse nella regione. Se l'ufficio superiore del dazio fosse a Tel, si troverebbe nel luogo appropriato e noi accetteremmo volentieri l'imposta; si tratterebbe allora di una tassa uniforme e sopporteremmo tanto più facilmente ciò che adesso ci opprime doppiamente». Chi conosce le circostanze locali può difficilmente ritenere ingiuste tali rimostranze; con l'attuale presenza dell'ufficio a Spondigna Nuova, tutti gli osti e i privati da Tel fino a Covelano compresa sono esenti dal dazio, e tra i primi vi è davvero un gran numero che può rifornirsi di vino proveniente da Merano o dal territorio dell'Adige senza pagare alcuna imposta. — È probabile che nel trasferire l'ufficio a Spondigna Nuova si sia avuta di mira la maggior somma di dazio che ne sarebbe dovuta affluire. Ci si attendeva che i prodotti vinicoli da Tel in su fruttassero grandi somme, il che tuttavia non può affatto verificarsi, poiché questi vini, a motivo della loro inconsistenza, non costituiscono merce commerciabile e non trovano quindi il benché minimo smercio. I più piccoli possidenti del distretto di Glorenza acquistano tutto il vino da Merano e nemmeno un'oncia dalla zona tra Tel e Castelbello, dove crescono le ultime viti. Se l'ufficio fosse ricollocato a Tel, dove si trovava anche in passato, non solo si placherebbero gli animi degli abitanti del distretto giudiziario di Glorenza, ma si otterrebbe anche una resa assai più elevata dell'imposta. L'umore è tuttavia molto esacerbato. La popolazione è particolarmente indignata, se non esasperata, per la revoca dell'agevolazione di pagare solo la metà del dazio sul vino destinato al consumo domestico; la gente sostiene di essere stata raggirata dagli osti, i quali avrebbero inoltrato una petizione a sua insaputa e contro la sua volontà, nella quale si asseriva che i beneficiari stessi consideravano illegittima tale agevolazione. A tale
petizione sarebbero state persino apposte firme false. Ciò suona oltremodo credibile; chi infatti rifiuterebbe un favore concesso dall'Imperatore quale ricompensa per la fedele devozione dimostrata — e ciò in un distretto in cui i contadini sono tutt'altro che agiati, ma anzi molti vagano accattonando senza pane? — Possano queste circostanze trovare debita considerazione ed esame nelle sedi opportune!
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Citazione e condivisione
"Lamentele sull'ufficio del dazio a Spondigna Nuova e sulla tassazione del vino in Val Venosta." Tiroler Zeitung - Wochenblatt für Katholiken, 3 Agosto 1852. https://digital.tessmann.it/tessmannDigital/Zeitungsarchiv/Seite/Zeitung/21006/1/03.08.1852/211352/1. https://www.meran-archive.com/it/artikel/1852-08-03-klagen-ueber-das-oberaufschlagamt-in-neusponding-und-die-weinbesteuerung-im-vins