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Direzione e sorveglianza dei boschi in Tirolo

Riassunto

Un corrispondente da Merano denuncia lo stato di abbandono del settore forestale tirolese e richiede un'amministrazione forestale unificata. Il disboscamento incontrollato e l'assenza di sorveglianza provocano già devastanti inondazioni, frane e l'impaludamento delle valli dell'Adige e dell'Inn.

Trascrizione completa

Direzione e sorveglianza dei boschi in Tirolo.

Merano, a luglio. L'ordinamento politico e giudiziario, il sistema scolastico e municipale, l'agricoltura e molti altri rami della nostra vita pubblica stanno per affrontare importanti cambiamenti, dei quali confidiamo fermamente che saranno altrettanti miglioramenti. Di fronte al fattivo impegno verso una tempestiva riorganizzazione di istituzioni obsolete e dannose, è senz'altro dovere dei patrioti richiamare l'attenzione su una piaga pubblica che in Tirolo, quale territorio di alta montagna, non può essere tenuta in troppa considerazione; ci riferiamo alla direzione e sorveglianza dei boschi. Sebbene sia ovvio che senza un sistema di amministrazione forestale ben regolato ed efficace la regione debba a poco a poco essere privata della sua protezione contro gli elementi, del suo ornamento che favorisce salute e fertilità, e finire abbandonata alla devastazione e alle alluvioni di detriti, tale convinzione non è mai penetrata a fondo nelle menti della nostra amministrazione. Ne sono prova i vecchi regolamenti forestali, la separazione dell'amministrazione forestale da quella delle miniere e dei demani (la Camera), le carenze delle norme di diritto e polizia forestale e l'inadeguatezza del personale di custodia. In epoche passate la sorte dei nostri boschi, e quindi indirettamente il benessere materiale del paese, dipendeva dall'arbitrio dei Salzmaier e dei funzionari di Hall, nonché dagli organi dell'Oberstjägermeisteramt. I governi di transizione italiano e bavarese non ebbero occasione di avviare riforme in ambito forestale, per il cui sviluppo occorre una serie di anni di pace, e quando il paese tornò all'Austria, le autorità minerarie riuscirono a ristabilire il vecchio disordine sulla base dell'ordinamento minerario ferdinandino e forestale leopoldino, secondo cui ogni proprietà boschiva è di diritto un bene esclusivamente del principe regnante, che nessuno può acquisire se non tramite concessione sovrana documentata con atto e sigillo.

Dal 1814 al 1822 si continuò a gestire i boschi a casaccio e senza alcuna istruzione; non vi era in realtà alcun personale forestale esistente in funzione dei boschi stessi, bensì soltanto impiegati delle saline e delle miniere, i quali individuavano le aree boschive più idonee al taglio per le opere erariali e riscuotevano i tributi boschivi per conto del sovrano, oppure guardaboschi comunali che agivano con favoritismi e rancori secondo riguardi personali.

Nel 1822 il Gubernium provinciale ottenne apposite direttive forestali dall'imperiale e regia Hofkammer generale; tuttavia una buona parte di esse non divenne mai di validità generale, poiché la gelosia dei dicasteri politici e finanziari di corte riconobbe tali direttive solo come un'istruzione unilaterale. Non fu nominato alcun personale forestale organizzato e operante secondo principi uniformi, non furono intraprese misurazioni dei boschi, stime di resa o piani di gestione, e fu persino tralasciata la delimitazione dei boschi demaniali.

Più tardi, a causa della tendenza cameralistica a incrementare le rendite forestali, ebbe inizio un sistema di rivendicazione su vasta scala dei diritti boschivi per l'erario, il quale, mettendo a repentaglio l'antico possesso dei boschi da parte di comuni e privati, provocò resistenze e la conseguenza che nessuno risparmiava più il patrimonio boschivo ormai incerto. Così questa infausta contesa sui diritti forestali arrecò ai boschi tirolesi, in particolare nei distretti confinanti con l'Italia, spoliazione e devastazione nella stessa misura in cui veniva favorito e incentivato il commercio di esportazione del legname.

Alla fine il governo riconobbe la necessità di un tempestivo rimedio; gli stati provinciali avevano levato con vigore la loro voce, e l'imperatore Ferdinando pronunciò il 6 febbraio 1847 la dichiarazione secondo cui, ad eccezione dei boschi riservati alle miniere in determinate parti del paese e di alcune foreste demaniali, rinunciava a ogni altro possedimento boschivo a favore dei comuni. Con ciò venne bensì eliminata la dannosa contesa in materia di diritti forestali, ma nell'organizzazione dell'amministrazione e della tutela dei boschi il miglioramento tanto necessario è stato finora trascurato.

Permangono i precedenti uffici forestali delle saline e dei demani, separati e privi di un principio unitario; i loro funzionari si attengono alla consueta routine burocratica di redigere atti e sbrigare pratiche d'ufficio; i boschi vengono devastati senza regole, leggi o criterio da rappresentanti comunali e privati; anzi, quasi a farsi beffe ed esautorare ogni efficacia degli uffici forestali, si tengono ogni anno cosiddette sessioni forestali (Forsttagsatzungen), durante le quali il funzionario forestale spesso si rende pietoso e ridicolo al cospetto di molti membri della comunità a causa della sua totale ignoranza circa la posizione, l'estensione, i confini e la resa dei boschi.

Non vi è dunque da meravigliarsi che i contadini gestiscano prontamente i boschi a seconda del loro interesse momentaneo e si curino tanto poco della polizia e dell'economia forestale quanto degli stessi funzionari forestali.

Le tristi conseguenze non mancano. Ogni primavera e ogni autunno portano lungo l'Inn e l'Adige alluvioni sempre maggiori e più dannose; ogni anno si aprono canali di valanghe e smottamenti; frane di roccia e colate detritiche riempiono le gole delle valli, e i torrenti trasportano le masse degradate e franate di ghiaia e terra negli alvei dei fiumi, che in tal modo si innalzano costantemente, non riescono più a contenere la normale portata d'acqua e trasformano a poco a poco le pianure vallive in inevitabili paludi.

Contro tali tristi conseguenze occorre finalmente prendere provvedimenti. Ciò può essere ottenuto soltanto mediante un'unica, vasta istituzione pubblica di gestione e tutela forestale per tutto il Tirolo. Possa il ministero competente prestare benevolo ascolto a questo veritiero resoconto!

(Lld.)

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Citazione e condivisione

"Direzione e sorveglianza dei boschi in Tirolo." Der Bote für Tirol, 8 Agosto 1849. https://digital.tessmann.it/tessmannDigital/Zeitungsarchiv/Seite/Zeitung/47/1/08.08.1849/152870/1. https://www.meran-archive.com/it/artikel/1849-08-08-leitung-und-ueberwachung-der-waelder-in-tirol