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Controversia sul trasferimento dell'ufficio daziario del vino a Spondigna

Riassunto

In una replica dall'Alta Val Venosta, il patrocinatore legale Andreas Al. Hellrigl contesta il trasferimento dell'ufficio daziario sul vino da Tel a Spondigna. Egli critica i privilegi fiscali concessi al distretto giudiziario di Silandro, definendoli ingiustificati, incostituzionali e dannosi per le casse erariali. Come soluzione, propone la riduzione dell'imposta di consumo su vino e acquavite e il mantenimento della barriera di controllo a Tel.

Trascrizione completa

Supplemento straordinario al Tiroler Bothe n. 31.

Dall'Alta Val Venosta, 3 febbraio. (Replica.) Nell'interesse della verità e della pubblica opinione ci vediamo costretti a sollevare obiezione contro l'articolo proveniente da Merano del 20 gennaio, passato dal Lloyd nel Tiroler Bote del 31 gennaio. Poiché, mentre tale voce si esprime con grande elogio circa il trasferimento dell'ufficio per l'imposta di consumo sul vino da Thöll a Spondinig, e si dà l'aria che il sentimento di soddisfazione per il definitivo punto di sosta di questa barriera doganale — errante al pari dell'ebreo errante — sia generale, mentre gli abitanti della giurisdizione di Schlanders se la ridono a ragione sotto i baffi per l'inaspettato favoreggiamento, tutto il Tirolo del Nord ravvisa in questo provvedimento una palese violazione del fondamentale principio costituzionale dell'uguaglianza dei diritti. Anche a non voler scuotere il motivo che, nell'ordinanza del 25 ottobre dello scorso anno, giustificava il trattamento di favore per il distretto giudiziario di Schlanders, e prescindendo così dalla circostanza che la viticoltura nella parte settentrionale della giurisdizione di Meran e nella giurisdizione di Schlanders, di cui appena un terzo pratica la viticoltura, dal 1829 non è poi aumentata a tal punto da rendere necessaria una legge d'eccezione per queste contrade, non possiamo tuttavia fare a meno di sostenere che del vino prodotto a monte di Thöll non ne vengono esportate nemmeno 100 Yhren oltre Schlanders, e a riprova di tale verità facciamo appello alla testimonianza di tutti i commercianti di vino e i carrettieri del Tirolo del Nord e del Vorarlberg.

Il vino prodotto nel distretto giudiziario di Schlanders viene consumato colà sul posto, e quanto più considerevole è la produzione destinata al proprio consumo, tanto meno ne viene introdotto e tassato attraverso Thöll; pertanto la regione si concede da sé il beneficio che le spetta in ragione della propria produzione.

Nel caso in cui tuttavia di tanto in tanto venisse spedita nell'Alta Val Venosta una modesta quantità del vino prodotto sopra Thöll, un ufficio di controllo a Laas, simile a quello esistente prima del 1829, potrebbe garantire allo Stato il tributo dovuto.

Se da quanto detto risulta evidente l'inadeguatezza della motivazione che nell'ordinanza del 25 ottobre dello scorso anno dispose la legge d'eccezione per il distretto giudiziario di Schlanders e il trasferimento della barriera doganale da Thöll a Laas, non si riesce davvero a comprendere come possa essere giustificata e lodata la più recente disposizione, con cui questa barriera viene spostata ancor più a monte fino a Spondinig, ponendo così una zona in cui non cresce un solo grappolo d'uva nelle condizioni di godere di una legge d'eccezione motivata da una viticoltura notevolmente incrementata: una disposizione che, detta con franchezza e schiettezza, è un peccato contro il principio dell'uguaglianza dei diritti e una decurtazione di molte migliaia di fiorini dalle entrate dello Stato!

E crediamo di non errare se in questo provvedimento mettiamo in dubbio la concorde intesa delle due alte autorità citata nell'articolo biasimato di Meran, dopo che si è appreso che il commissario tributario intervenuto alla commissione di Schlanders ha presentato una mozione separata contro questa disposizione. — La natura e la storia indicano Thöll quale barriera in cui l'imposta sulle bevande debba essere riscossa sulla rotta della Val Venosta; ivi è anche più agevole la sorveglianza contro il contrabbando.

Al contempo ci permettiamo tuttavia di esprimere la nostra opinione che alla viticoltura nel Tirolo del Sud verrebbe concesso il massimo beneficio, si risponderebbe al meglio al desiderio dell'intero paese e allo Stato verrebbe garantita un'entrata certamente pari alla gabella precedentemente in vigore, qualora l'imposta di consumo fosse ridotta a un fiorino per ogni Yhre di vino e a tre fiorini in moneta di convenzione per ogni Yhre di acquavite.

Speriamo dal nostro attivo e lungimirante alto Ministero, come in tutti i rami dell'amministrazione, così anche in questo, i provvedimenti più proficui, del tutto conformi ai principi costituzionali e al nostro interesse provinciale, e crediamo di non ingannarci se già da ora pronostichiamo a questo nostro nuovo Assuero — a meno che non riceva nuovamente un passaporto da venditore ambulante — l'ordine di rimpatrio a Thöll dopo un solo anno di assenza.

Andreas Al. Hellrigl, patrocinatore legale a Tartsch.

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Citazione e condivisione

"Controversia sul trasferimento dell'ufficio daziario del vino a Spondigna." Der Bote für Tirol, 7 Febbraio 1849. https://digital.tessmann.it/tessmannDigital/Zeitungsarchiv/Seite/Zeitung/47/1/07.02.1849/152720/6. https://www.meran-archive.com/it/artikel/1849-02-07-kontroverse-um-die-verlegung-des-wein-aufschlagamtes-nach-spondinig