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La strada dello Spluga e quella dello Stelvio (Conclusione)

Riassunto

La seconda parte della relazione sui valichi alpini dello Spluga e dello Stelvio illustra il passaggio dal transito su slitta a quello su ruote in primavera e l'organizzazione degli stradini di montagna (rotteri). Vengono descritti nel dettaglio doveri, equipaggiamento, rifugi stradali (casini e cantoniere) e le misure di soccorso per i viaggiatori.

Trascrizione completa

Appendice.

La strada dello Spluga e quella dello Stelvio. 2/2

(Conclusione).

Soltanto al declinare dell'inverno i raggi più caldi del sole cominciano ad agire su questa gola di neve. La tenuta delle pareti è minacciata e nelle cavità del tracciato provocate dagli zoccoli si raccolgono le acque di disgelo. Questo periodo viene chiamato in quelle contrade l'epoca degli sfondacci. A questo punto i rotteri, allo scopo di consentire il transito dei veicoli a ruote, devono liberare interamente il fondo stradale dalla crosta di neve e ghiaccio, di modo che la massicciata torni alla luce e possa essere reintegrata secondo necessità. Tale preparazione della carreggiata è detta terrenamento. Le pareti di neve su entrambi i lati vengono invece asportate solo nella misura necessaria a mantenere una larghezza della pista di 3 metri, e di 5 metri nei punti di scambio e nei tornanti (tourniquets). Allo scolo delle acque si provvede scavando piccoli rigagnoli (canalleti). Il totale sgombero della neve con la pala è considerato una prestazione ordinaria di competenza dei rotteri, ragione per cui esso avviene solo gradualmente.

I periodi di passaggio dal transito su ruote a quello su slitta e viceversa vengono resi noti a norma del pubblico tramite i competenti fogli d'informazione.

Anche i rotteri, come gli stradini comunemente intesi, sono tenuti a percorrere ogni giorno il tratto di strada loro affidato. Come norma è prescritta una ricognizione due volte al giorno, e più volte in caso di maltempo, in particolare durante le bufere, sia per conoscere tempestivamente lo stato della strada, e dunque gli eventuali danni o impedimenti al transito, sia per essere informati su eventuali inconvenienti occorsi ai viaggiatori.

I rotteri hanno infatti anche l'obbligo di prestare soccorso ai viaggiatori e ai carriaggi con la massima prontezza e a titolo completamente gratuito, conducendoli in caso di necessità, a seconda delle circostanze, alla più vicina casa di rifugio (cantoniera) o procurando l'aiuto necessario sul posto. I rotteri devono regolarmente scortare la posta a felleisen durante la notte e, all'occorrenza, anche di giorno.

Affinché questi uomini possano adempiere alle loro molteplici incombenze, ciascuno di essi deve essere provvisto di una pala durante le uscite, e a una parte di essi sono assegnati un robusto cavallo da montagna e una piccola slitta. Alcuni anni fa erano in servizio sulla strada dello Stelvio, i cui estremi si trovano a Bormio in Valtellina e sulla strada postale di Malles in Tirolo, 48 rotteri distribuiti in 13 stazioni, e a 13 di essi era assegnato tale mezzo di trasporto. Nei casi urgenti i rotteri di stazioni contigue devono inoltre prestarsi reciproca assistenza.

Quali requisiti indispensabili per l'arruolamento sono richiesti una corporatura robusta e abituata all'inverno montano, un'età non inferiore ai 20 e non superiore ai 50 anni e infine una condotta morale riconosciuta impeccabile dalla competente autorità. Per il mantenimento della disciplina in ogni stazione è presente un cosiddetto capo o caporale, scelto fra gli stessi rotteri e ritenuto responsabile del loro operato.

L'alta sorveglianza e la direzione spettano agli assistenti tecnici incaricati di disporre i lavori di spalatura della neve, i quali devono riferire in merito agli ingegneri capi.

I rotteri sono alloggiati in parte negli edifici postali e demaniali, ma perlopiù in casette appositamente costruite (casini) o nelle cantoniere. Le prime sono edificate a pianta rettangolare allungata con un portico per l'ingresso e l'uscita dei veicoli e possiedono, oltre al piano terra e a locali cantinati, anche un piano superiore. Al piano terra si trovano la stalla e la cucina, mentre al piano superiore vi sono il fienile e due stanze riscaldabili. Il portico è munito di portoni con serratura, le piccole finestre di inferriate e imposte. Soltanto le mura perimetrali e quelle del piano terra sono realizzate in pietrame grezzo non intonacato e semplicemente rinzeppato. Le pareti divisorie, i pavimenti, i soffitti e il rivestimento delle restanti pareti delle stanze al primo piano sono in tavole di legno. I tetti, anche sui versanti settentrionali delle due strade, sono mantenuti molto ribassati secondo l'uso meridionale e, così come le scandole di copertura, sono interamente in legno di larice.

Su scala più ampia rispetto ai casini sono costruite le cantoniere. Nella determinazione della loro collocazione topografica e del loro numero sono servite da guida le diverse condizioni del terreno e dei luoghi. Quanto più ardito è il tracciato stradale, quanto più inospitale è la contrada per la sua distanza da abitati o per la frequenza di eventi naturali rovinosi, tanto maggiore è il numero di questi edifici di rifugio e tanto minore la loro distanza reciproca. Sui versanti meridionali della catena montuosa, le cui singole regioni si fanno tanto più brulle e rocciose quanto più si sale in quota e dove si verifica il maggior numero di slavine, le cantoniere sono pertanto presenti in numero maggiore rispetto ai versanti settentrionali. Su questi ultimi, lungo i due assi stradali, si trova una sola cantoniera per ciascuno, mentre sul lato meridionale la strada dello Spluga ne conta due e quella dello Stelvio quattro.

Questi edifici a un piano, dotati anch'essi sulla fronte superiore di un portico a forma di risalto, hanno in genere una lunghezza di 27 metri e una larghezza di 10 metri. Il piano terreno comprende di regola, a disposizione dei rotteri, due stanze, una delle quali situata sopra la cantina e l'altra utilizzata occasionalmente come fienile; vi sono inoltre una cucina e una stalla. Nel piano superiore si trovano al centro del corpo di fabbrica una stufa comune provvista di ingresso principale e di due porte contrapposte disposte lungo l'asse longitudinale dell'edificio, alle quali si collegano corridoi che danno accesso a quattro stanze; poi la cucina, due piccole dispense e alcuni locali di accesso e di deposito (siti d´accesso e ribostigli). Di quando in quando nella cantoniera si trova anche la stazione di posta con stalla o persino l'abitazione del mastro di posta. La tecnica costruttiva per quanto riguarda le murature, le pareti divisorie, le coperture del tetto, nonché le difese dalle intemperie e dalle effrazioni è analoga a quella delle casette dei rotteri.

Tutte le stanze di soggiorno sono riscaldabili e fornite delle masserizie necessarie ai viaggiatori che vi giungano inaspettatamente e vi si trattengano solo temporaneamente.

Guidati da sentimenti di ammirazione e riconoscenza nel ricordo di dirette osservazioni ed esperienze personali, abbiamo dedicato la nostra modesta penna a queste imponenti istituzioni, che possono degnamente affiancarsi a quelle del Gran San Bernardo. (Wien. Z.)

Johann Pabst.

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Citazione e condivisione

"La strada dello Spluga e quella dello Stelvio (Conclusione)." Der Bote für Tirol, 6 Novembre 1845. https://digital.tessmann.it/tessmannDigital/Zeitungsarchiv/Seite/Zeitung/47/1/06.11.1845/152283/4. https://www.meran-archive.com/it/artikel/1845-11-06-die-spluegner-und-die-stilfser-strasse-schluss